Skip to main content

Cos’è lo stress? Facciamo chiarezza

pubblicato il 11 Marzo 2022

Se ti dico “stress” che parole ti vengono in mente? Se vuoi puoi appuntarle da qualche parte prima di continuare a leggere.

Quando faccio questa domanda nei miei corsi o durante le sedute ottengo le risposte più svariate: ansia, nervosismo, buio, impegni, arancione, paure, labirinto, confusione, angoscia, responsabilità, fatica, capelli bianchi… Ogni parola porta il significato della persona che la pronuncia e non ce ne sono di giuste o sbagliate, per questo è importantissimo prendere in considerazione quelle che ti sono venute in mente: raccontano qualcosa di te. Il termine stress viene spesso associato all’ansia, alla paura e alla preoccupazione, ci sono sempre tutte e quattro? Dipende, a volte una fa partire una reazione a catena.
Ti faccio un esempio: vivi una situazione stressante al lavoro, sei preoccupatə di non finire in tempo tutto quello che devi fare, per paura di non finire ti porti il lavoro a casa cercando di placare l’ansia di fare una brutta figura o, peggio, del licenziamento.
La paura è un’emozione che serve per farci reagire davanti a un pericolo: possiamo evitarlo, affrontarlo direttamente oppure può capitare di immobilizzarci davanti a esso.
L’iniziale preoccupazione di non finire il lavoro in tempo paradossalmente potrebbe rallentarti ancora di più, questo influirà sull’ansia che a sua volta aumenterà la paura, sarai entratə, quindi, in un circolo vizioso.

Ma quindi che cos’è lo stress?
Lo stress è la risposta a una quantità di stimoli che consideriamo eccessivi. In pratica è un disquilibrio tra le risorse interne della persona e le richieste esterne alla persona.
Si manifesta a più livelli:

  • Fisiologico: con dolori, tensioni muscolari, tachicardia, ipertensione, sudorazione eccessiva, mancanza di o eccessivo appetito, insonnia o ipersonnia, mal di pancia, cefalee, oppressione al petto, contratture alle spalle, gambe pesanti…
  • Cognitivo: pensieri ossessivi, ipercriticismo, razionalizzazione, disattenzione, preoccupazione…
  • Emotivo: prevalenza di emozioni disfunzionali che alimentano un vissuto negativo (rabbia, ansia, tristezza, frustrazione, paura, insoddisfazione), incapacità di gestire e/o riconoscere le emozioni.
  • Comportamentale: scatti d’ira, litigi frequenti, aumento della passività, compulsioni (riordinare, pulire, lavare, azioni compiute un numero preciso di volte, comprare).

È importante considerare che lo stress è soggettivo in quanto gli eventi che portano alla sua formazione non hanno lo stesso peso e valore per tutte le persone: una promozione lavorativa potrebbe essere qualcosa di positivo per te ma aumentare l’ansia e la paura di non essere all’altezza in un tuo collega.
Il corpo ci manda segnali in continuazione: mal di testa, mal di stomaco, tachicardia, insonnia, scatti di rabbia, preoccupazione e ansia, difficoltà a prendere le decisioni. Questi segnali sono molto importanti in quanto fungono da campanello d’allarme, una sorta di: “ehi, non sto bene, fai qualcosa!”. Purtroppo la maggior parte delle volte vengono ignorati e questo è quello che porta le persone a crollare, si accorgono dello stress solo nel momento in cui hanno esaurito quasi tutte le energie per affrontarlo.

Quindi lo stress è solo negativo?
Come ti senti prima di fare un esame, prima di parlare in pubblico o mentre ti prepari per un appuntamento? Prova a pensarci.
Nel 2013 delle ricercatrici dell’Università di Berkeley hanno dimostrato che, a piccole dosi, lo stress è salutare perché costringe il cervello a continuare ad imparare. Hanno sottoposto dei topi di laboratorio a qualche ora di stress moderato, inizialmente l’impatto era basso ma dopo alcune settimane nel cervello di roditori si erano create nuove reti neuronali, le esperienze avevano modificato il cervello e il potenziale di apprendimento. Secondo le studiose per gli esseri umani funziona allo stesso modo, lo “stress buono” infatti esiste e si chiama eustress.
Selye, uno dei primi studiosi dello stress in ambito psicologico, afferma:
La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo, e in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, e adattando la nostra filosofia dell’esistenza a esso.”
Il significato dello stress nella nostra società ha una connotazione negativa nella maggior parte dei casi, cos’hai risposto alla domanda “che parole associ alla parola stress”? Se la tua risposta è opportunità, crescita, possibilità, tensione positiva forse hai già sperimentato gli effetti positivi dello stress:

  • Sentirsi più vigili e in generale sentire il corpo come pronto ad affrontare la prestazione
  • Valutare più realisticamente la situazione
  • Miglioramento della performance

Ascoltare il proprio corpo
Nonostante lo stress positivo ci aiuti non è sempre facile stare dentro i confini dell’eustress, i ritmi odierni sono molto frenetici e chiedono una presenza continua dal lavoro alle relazioni.
Per fare un’autovalutazione e sentire se lo stress che provi è positivo o disfunzionale devi ascoltarti, non è una questione di comprensione o analisi dettagliata: cosa ti dice il tuo corpo? Provi spesso fastidi o dolori? Senti alcune parti del corpo in maniera diversa?
Stare in contatto con il corpo non è semplice e può far emergere emozioni forti, per questo può essere importante prenotare una consulenza dedicata con unə professionista specializzatə nelle tecniche corporee e gestione dello stress.
Se vuoi rivolgerti a me per questo percorso contattami, possiamo trovare insieme la soluzione su misura per te con l’utilizzo di strumenti personalizzati e tecniche di rilassamento specifiche per la tua situazione.