Cos’è lo stress? Facciamo chiarezza
Se ti dico “stress” che parole ti vengono in mente? Se vuoi puoi appuntarle da qualche parte prima di continuare a leggere.
Quando faccio questa domanda nei miei corsi o durante le sedute ottengo le risposte più svariate: ansia, nervosismo, buio, impegni, arancione, paure, labirinto, confusione, angoscia, responsabilità, fatica, capelli bianchi… Ogni parola porta il significato della persona che la pronuncia e non ce ne sono di giuste o sbagliate, per questo è importantissimo prendere in considerazione quelle che ti sono venute in mente: raccontano qualcosa di te. Il termine stress viene spesso associato all’ansia, alla paura e alla preoccupazione, ci sono sempre tutte e quattro? Dipende, a volte una fa partire una reazione a catena.
Ti faccio un esempio: vivi una situazione stressante al lavoro, sei preoccupatə di non finire in tempo tutto quello che devi fare, per paura di non finire ti porti il lavoro a casa cercando di placare l’ansia di fare una brutta figura o, peggio, del licenziamento.
La paura è un’emozione che serve per farci reagire davanti a un pericolo: possiamo evitarlo, affrontarlo direttamente oppure può capitare di immobilizzarci davanti a esso.
L’iniziale preoccupazione di non finire il lavoro in tempo paradossalmente potrebbe rallentarti ancora di più, questo influirà sull’ansia che a sua volta aumenterà la paura, sarai entratə, quindi, in un circolo vizioso.
Ma quindi che cos’è lo stress?
Lo stress è la risposta a una quantità di stimoli che consideriamo eccessivi. In pratica è un disquilibrio tra le risorse interne della persona e le richieste esterne alla persona.
Si manifesta a più livelli:
- Fisiologico: con dolori, tensioni muscolari, tachicardia, ipertensione, sudorazione eccessiva, mancanza di o eccessivo appetito, insonnia o ipersonnia, mal di pancia, cefalee, oppressione al petto, contratture alle spalle, gambe pesanti…
- Cognitivo: pensieri ossessivi, ipercriticismo, razionalizzazione, disattenzione, preoccupazione…
- Emotivo: prevalenza di emozioni disfunzionali che alimentano un vissuto negativo (rabbia, ansia, tristezza, frustrazione, paura, insoddisfazione), incapacità di gestire e/o riconoscere le emozioni.
- Comportamentale: scatti d’ira, litigi frequenti, aumento della passività, compulsioni (riordinare, pulire, lavare, azioni compiute un numero preciso di volte, comprare).
È importante considerare che lo stress è soggettivo in quanto gli eventi che portano alla sua formazione non hanno lo stesso peso e valore per tutte le persone: una promozione lavorativa potrebbe essere qualcosa di positivo per te ma aumentare l’ansia e la paura di non essere all’altezza in un tuo collega.
Il corpo ci manda segnali in continuazione: mal di testa, mal di stomaco, tachicardia, insonnia, scatti di rabbia, preoccupazione e ansia, difficoltà a prendere le decisioni. Questi segnali sono molto importanti in quanto fungono da campanello d’allarme, una sorta di: “ehi, non sto bene, fai qualcosa!”. Purtroppo la maggior parte delle volte vengono ignorati e questo è quello che porta le persone a crollare, si accorgono dello stress solo nel momento in cui hanno esaurito quasi tutte le energie per affrontarlo.
Quindi lo stress è solo negativo?
Come ti senti prima di fare un esame, prima di parlare in pubblico o mentre ti prepari per un appuntamento? Prova a pensarci.
Nel 2013 delle ricercatrici dell’Università di Berkeley hanno dimostrato che, a piccole dosi, lo stress è salutare perché costringe il cervello a continuare ad imparare. Hanno sottoposto dei topi di laboratorio a qualche ora di stress moderato, inizialmente l’impatto era basso ma dopo alcune settimane nel cervello di roditori si erano create nuove reti neuronali, le esperienze avevano modificato il cervello e il potenziale di apprendimento. Secondo le studiose per gli esseri umani funziona allo stesso modo, lo “stress buono” infatti esiste e si chiama eustress.
Selye, uno dei primi studiosi dello stress in ambito psicologico, afferma:
“La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo, e in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, e adattando la nostra filosofia dell’esistenza a esso.”
Il significato dello stress nella nostra società ha una connotazione negativa nella maggior parte dei casi, cos’hai risposto alla domanda “che parole associ alla parola stress”? Se la tua risposta è opportunità, crescita, possibilità, tensione positiva forse hai già sperimentato gli effetti positivi dello stress:
- Sentirsi più vigili e in generale sentire il corpo come pronto ad affrontare la prestazione
- Valutare più realisticamente la situazione
- Miglioramento della performance
Ascoltare il proprio corpo
Nonostante lo stress positivo ci aiuti non è sempre facile stare dentro i confini dell’eustress, i ritmi odierni sono molto frenetici e chiedono una presenza continua dal lavoro alle relazioni.
Per fare un’autovalutazione e sentire se lo stress che provi è positivo o disfunzionale devi ascoltarti, non è una questione di comprensione o analisi dettagliata: cosa ti dice il tuo corpo? Provi spesso fastidi o dolori? Senti alcune parti del corpo in maniera diversa?
Stare in contatto con il corpo non è semplice e può far emergere emozioni forti, per questo può essere importante prenotare una consulenza dedicata con unə professionista specializzatə nelle tecniche corporee e gestione dello stress.
Se vuoi rivolgerti a me per questo percorso contattami, possiamo trovare insieme la soluzione su misura per te con l’utilizzo di strumenti personalizzati e tecniche di rilassamento specifiche per la tua situazione.