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Le etichette del cervello: si può decidere al meglio?

pubblicato il 08 Aprile 2022

Vai in un negozio e con 1 euro e 10 centesimi compri una pallina e una racchetta da ping-pong, se la racchetta costa 1 euro in più della pallina quanto costano i due articoli separatamente? Prova a rispondere prima di continuare a leggere.

Fatto?
Da quando apri gli occhi al mattino a quando torni a dormire, in ogni momento della giornata, ti si pongono davanti delle scelte: the o caffè, camicia o maglione, bici o macchina, pranzo fuori o a casa e potrei andare avanti all’infinito. Alcune neanche potresti considerarle delle scelte anche se di fatto lo sono e per scegliere tra più opzioni è necessario che tu metta in atto un meccanismo per prendere una decisione.
Il nostro cervello, che non fa nulla a caso, può utilizzare due sistemi per scegliere:

  • Un sistema riflessivo, lento, che valuta tutte le possibilità elaborando la scelta nel modo più approfondito valutando realisticamente tutti i rischi. La percentuale di errore è bassa e il tempo impiegato per scegliere è più lungo.
  • Un sistema veloce, intuitivo e rapido. La percentuale di errore è maggiore ma il tempo impiegato per la scelta è molto breve.

Potresti pensare: “Ma se per poter scegliere in modo rapido devo rischiare di sbagliare cercherò di usare sempre quello riflessivo”, in realtà non è così. Prova a pensarci: se per ogni scelta giornaliera dovessi valutare tutti gli aspetti impiegheresti molto tempo con un dispendio di energie non sostenibile.
Le euristiche sono delle scorciatoie mentali che usiamo per semplificarci la vita, sono delle regole che applichiamo in modo automatico trasformando il problema in qualcosa di più semplice evitando di fare un ragionamento profondo. Ce ne sono di diversi tipi, in questo articolo te ne presento due.


“Ti ci vedo proprio a fare quella cosa lì”: euristica della rappresentatività.
Simone è un giovane uomo, ama leggere i libri, non è molto socievole e non ha molto senso dell’umorismo. Prova a indovinare: tra cantante rock, ingegnere o bibliotecario, qual è il lavoro di Simone?
Questa euristica può farti arrivare alla conclusione che Simone sia un bibliotecario, per la maggior parte delle persone è così. Questo perché alla categoria “bibliotecario” vengono attribuite determinate caratteristiche, come fossero etichette appiccicate a un contenitore. Questo ragionamento ignora la statistica: nella popolazione sono più numerosi cantanti e ingegneri, l’opzione bibliotecario è quindi la meno probabile.
Il nostro cervello etichetta per semplificarci la vita, per farci avere informazioni da poter selezionare e successivamente approfondire. A volte però questi post-it appiccicati addosso possono farci vivere con enormi limitazioni: se pensi di non poter fare qualcosa non ti darai mai l’opportunità di provarci davvero.


“Ho sentito dire che”: euristica della disponibilità
È più probabile un incedente aereo o uno automobilistico? Se consideri l’aereo pericoloso mi dispiace dirti che in realtà è il mezzo più sicuro per viaggiare, statisticamente gli incidenti aerei sono molto meno frequenti, pensa che solo l’anno scorso in Italia ci sono stati 172.553 incidenti automobilistici, mentre gli incidenti aerei nel mondo dal 1946 ad oggi sono stati 3881.
Un incidente aereo a livello mediatico crea molto scompiglio, quindi mentalmente può essere più facile ricordarlo rispetto ad uno in macchina. Attraverso questa euristica consideri più probabile un evento di cui puoi fare un esempio in maniera immediata, dando più peso alle ultime notizie.
L’avvento dei social e la stessa pandemia COVID-19 ci ha fatto toccare con mano l’importanza di affinare il nostro senso critico affidandoci a fonti sicure e scientificamente provate, diminuendo così il livello d’ansia per il bombardamento d’informazioni a cui ci sottoponiamo quotidianamente.


Come fare quindi?
Le euristiche e i ragionamenti veloci ci servono per affrontare la giornata senza perdere troppo tempo e energie, purtroppo però a volte ci possono portare all’interno di circoli viziosi, dei veri e propri momenti di blocco in cui non riusciamo a prendere una decisione.
A questo si aggiunge un utilizzo spropositato dei termini giusto e sbagliato, ci si affanna a voler fare per forza la cosa giusta senza chiedersi “giusta per chi?” e considerando l’errore come qualcosa di irrimediabile!
Ci sono delle piccole/ grandi strategie attuabili per vivere la situazione con una maggiore serenità. Infatti, oltre ad essere consapevoli dei propri automatismi è importantissimo riuscire a diminuire il livello d’ansia associato alla scelta.

  • Lavora sul tuo senso critico: verifica sempre le fonti delle notizie che leggi o che altre persone ti riportano, è importante che siano affidabili e scientifiche.
  • Evita il bias di conferma: ascolta anche pareri diversi dal tuo per capire quali possono essere i punti deboli del tuo discorso, qualora ci fossero
  • Anticipa le conseguenze: prova a pensare a quali possono essere gli effetti delle tue azioni, ti fanno stare bene? Fanno stare bene solo gli altri? Quali compromessi ci potrebbero essere?
  • Datti la possibilità di chiedere aiuto: se la situazione di blocco o l’alto livello d’ansia associato alla decisione persistono puoi rivolgerti a unə psicologə per una consulenza dedicata e capire se iniziare un percorso di sostegno psicologico.


A proposito, la risposta all’indovinello iniziale è che la racchetta cosa 1 euro e 5 centesimi mentre la pallina costa 5 centesimi, la racchetta costa esattamente 1 euro in più. Quali dei due sistemi ha vinto? Fammelo sapere!