Skip to main content

Cosa si intende per stress lavoro correlato?

pubblicato il 29 Aprile 2022

Lo stress non è considerata una malattia, ma una risposta a una sollecitazione esterna che può portare allo vivere un importante stato di disagio.

Innanzitutto è importante definire cosa si intende per stress (qui puoi trovare un approfondimento) e cioè una risposta che ogni persona dà quando le richieste dell’ambiente esterno sono troppe rispetto alle sue risorse.

Mi piace ricordare quale sia il significato di salute definito dall’OMS: "La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia". Quindi è vero, lo stress non è considerato una malattia, ma è comunque una condizione che non permette un raggiungimento dello stato di benessere, in qualsiasi forma e livello d’intensità. Non esiste uno stress più o meno degno di nota e meritevole di cura e ascolto.

Stress e lavoro: quali sono le cause?
Altra distinzione importante: lo stress è la risposta verso l’esterno, le cause di questa risposta o gli elementi stressanti si chiamano stressor. È importante distinguere i due piani perché definendo la causa del tuo stress in maniera precisa puoi trovare un piano di azione più efficace per risolvere il tuo problema.

Negli anni lo stress lavoro correlato è stato studiato sempre con maggiore attenzione e sono stati individuati diversi fattori di rischio (elementi che aumentano la probabilità di sviluppare una certa condizione) raggruppati in due categorie:
1) Fattori relativi al contesto lavorativo, che implicano la relazione persona/ ambiente

  • La cultura organizzativa: scarsa o assente comunicazione, obiettivi professionali non definiti, bassi livelli di sostegno per la risoluzione dei problemi;
  • Ruolo lavorativo: ambiguità o conflitto di ruolo, avere molte responsabilità riconosciute o meno;
  • Possibilità di fare carriera: promozioni insufficienti o eccessive, stipendio inadeguato, condizione di precarietà;
  • Livello di autonomia: scarso coinvolgimento nella presa di decisioni del settore, scarsa partecipazione, poco margine di controllo sul proprio operato;
  • Relazioni sul lavoro: isolamento, mancanza di supporto sociale, conflitti con colleghə;
  • Equilibrio vita privata/ lavorativa: difficoltà personali che si ripercuotono al lavoro o viceversa.

2) Fattori relativi ai contenuti del lavoro, cioè le caratteristiche oggettive delle proprie mansioni

  • Ambiente fisico: illuminazione scarsa o perennemente artificiale, temperature troppo alte o basse, scarsa areazione, scarsa igiene, spazi piccoli e stretti;
  • Mancanza di attrezzature idonee: DPI, misure di sicurezza;
  • Pianificazione: attività ripetitiva, priva di significato, monotona;
  • Carico e ritmo lavorativo: mole di lavoro eccessiva o scarsa, pressione lavorativa elevata, scadenze frequenti;
  • Orario: lavoro a turni, orari inflessibili o imprevedibili, turni molto lunghi.

I fattori di rischio sono davvero tanti, alcuni di questi potrebbero perfino caratterizzare il tuo lavoro.Cosa si può fare in questi casi? Un’attenta valutazione per individuare quelli specifici della propria situazione stressante.

Quali sono i segni?
Lo stress si può manifestare in molti modi, tuttavia ci sono sintomi ricorrenti che possono essere raggruppati in 4 livelli:
Cognitivo
Difficoltà a prestare o mantenere l’attenzione con conseguenti problemi di apprendimento e di memorizzazione, confusione evidente, difficoltà nel prendere delle decisioni
Emotivo
Frequente tensione e agitazione, irritabilità, intense emozioni associate alla tristezza, alla demotivazione, alla rabbia e alla frustrazione. Difficoltà a gestire l’intensità delle emozioni e frequenti sensazioni d’impotenza.
Fisiologico
Mal di testa, cefalee, frequente aumento della sudorazione, del battito cardiaco e della pressione, tic nervosi, respiro affannoso e poco profondo, tensione muscolare, difficoltà a dormire, aumento della glicemia, disturbi dell’apparato digerente (stipsi, colon irritabile, ulcere) e intolleranze.
Comportamentale
Abuso di alcol, sostanze o tabacco, isolamento sociale, comportamento aggressivo, salto dei pasti e/o abbuffate, problemi relazionali e nella sfera della sessualità.

Tutti questi segni che la persona può osservare possono diventare malattie con serie ripercussioni.
Chi in un momento stressante della propria vita non ha avuto mal di testa? Fatto fatica a dormire? Preferito stare per i fatti propri invece di uscire in compagnia? Per questo motivo è importante agire a livello preventivo, prima che lo stress diventi il mostro cattivo che tuttə temono, prima di provare ancora più sofferenza.

E il lavoro?
Se al lavoro noti qualcuno di questi eventi è possibile che l’ambiente in cui sei sia ad alto rischio di stress lavoro correlato: improvviso assenteismo, aumento degli infortuni, frequenti errori professionali, scarso rendimento, frequente sostituzione del personale.
Il decreto legislativo 81 del 2008 impone l’obbligo della valutazione dello stress lavoro correlato in azienda, chi è al vertice dell’azienda ha l’obbligo di verificarne lo stato di salute. Come detto inizialmente la salute non è l’assenza di malattia, ma uno stato di benessere fisico, psicologico e sociale.

Cosa si può fare?
Non c’è una risposta che va bene per tuttə, ma sicuramente c’è un piano d’azione che puoi aiutarti:

  • Chiediti cosa ti fa stare male e non giustificarti, non devi chiedere scusa a nessuno e lo stress non è un bisogno di ferie, ricordalo!
  • Cerca di trovare delle cause specifiche e prova a utilizzare diverse strategie, una alla volta, per risolvere quello specifico problema.
  • Ricorda che puoi cambiare la situazione o il modo di stare nella situazione. Se al momento sei in una situazione di blocco o credi di averle provate tutte ma senza risultati una consulenza dedicata può fare al caso tuo. Cerca unə professionista che tratti la tematica dello stress, se vuoi contattarmi qui trovi tutti i miei recapiti.